Prometeo era un titano, dotato di un’intelligenza straordinaria. Zeus lo incaricò di creare l’uomo, dotato di intelletto e somigliante agli dei. Prometeo è definito anche “salvatore degli uomini” da alcuni filosofi e dalla mitologia, come colui che porterà all’evoluzione del genere umano.Zeus negava all’essere umano la “scintilla” in grado progredire. Prometeo, che teneva all’uomo, decise di rubare il fuoco come simbolo della luce che avrebbe permesso agli uomini di conoscere e quindi di evolversi.“Il portatore di fuoco” agli occhi di Zeus era un oppositore, un ribelle e il dio decise di punirlo incatenandolo ad una roccia, condannandolo ad un dolore eterno, infatti ogni giorno un’aquila gli avrebbe divorato il fegato, senza possibilità di redenzione o perdono.Il titano però non si arrende, non si piega e decide di soffrire, sapendo che era il prezzo da pagare per la libertà degli uomini.Zeus punisce un atto di generosità come un crimine, non c’è equilibrio tra colpa e pena, questo dimostra il timore del dio verso chi è in grado di ribellarsi. Il re degli dei mantiene il suo potere cercando di eliminare qualsiasi possibilità di evoluzione e sviluppo di pensiero critico, così da non dover mai affrontare un’opposizione.Gli uomini prima del fuoco erano dipendenti dal dio, che era esattamente ciò che Zeus desiderava.In conclusione, la sofferenza di Prometeo è l’emblema di come un potere oppressivo possa danneggiare ognuno di noi senza una fondata ragione, nonostante ciò il titano simboleggia il coraggio ed il desiderio di libertà.Una persona disposta a sfidare e a ribellarsi per difendere non solo i propri diritti ma anche quelli degli altri, non è un desiderio egoistico bensì opposto; Prometeo è pronto a sacrificarsi per gli esseri umani.