Hidden Figures è un film di produzione statunitense del 2016, basato sull’omonimo libro di Margot Lee Shetterly, scrittrice afro-americana che, provenendo da una famiglia molto facoltosa, ebbe l’opportunità di conoscere altri membri di famiglie afro-americane che lavoravano come ricercatori alla NASA. Partendo dalle sue conoscenze ed esperienze personali, decise di mostrare e sottolineare l’importanza del lavoro svolto dalle donne come calcolatrici e matematiche, spesso trascurato soprattutto in campo spaziale. Il film racconta la storia vera della matematica, scienziata e fisica afroamericana Katherine Johnson, che insieme a due colleghe anch’esse afro-americane, Dorothy Vaughan e Mary Jackson, collaborò con la NASA, sfidando il razzismo e calcolando le traiettorie per il Programma Mercury e la missione Apollo 11.Nel 1961, nel pieno della segregazione razziale negli Stati Uniti, si assistette a una conquista scientifica straordinaria dall’altra parte del mondo, il lancio dei satelliti sovietici e il primo volo spaziale umano, che favorirono la nascita di tensioni dettate dalla necessità del programma spaziale americano di accelerare la corsa allo spazio per lanciare al più presto una capsula. Oltre la complicata e sproporzionata mole di lavoro che venne assegnata alle tre ricercatrici, queste ultime vennero ostacolate dalla mancanza di collaborazione da parte dei colleghi che cercavano di escluderle trattandole con sufficienza e senza rispetto.Una delle scene più significative del film è la distruzione dei cartelli per i bagni separati, sebbene non sia una vicenda avvenuta realmente, ha valore simbolico di condanna della discriminazione razziale e di genere, portando infine alla consapevolezza che l’intelligenza e la capacità non sono limitate dal colore della pelle o dal genere.È interessante notare come, nello stesso periodo storico, società e progresso scientifico vadano a velocità diverse, l’uomo sogna l’avanzamento della specie nelle tecnologie, incurante circa i diritti e l’uguaglianza che lo rendono tale.