La casa salesiana di Alessandria d’Egitto nel quartiere periferico della città è stato il luogo in cui io ed altri otto missionari con un accompagnatore abbiamo passato un mese della nostra estate aiutando la comunità nel compito educativo dei ragazzi della scuola e del cortile. Il lato più difficile è stato comunicare e confrontarsi con i giovani che sono cresciuti in un contesto culturale e religioso molto lontano dal nostro. In riferimento alla religione islamica, prevalente fra gli abitanti di Alessandria, ci sono state occasioni per conoscerla intimamente grazie alla testimonianza di ex allievi e professori della casa. I ritmi della preghiera ed i riti ti danno modo di comprendere i dinamismi della città, gli orari, la disposizione degli edifici rispetto ai luoghi di culto. La presenza di piccole moschee gestite da famiglie, per esempio, sparse per tutti i quartieri, serve per rendere maggiormente accessibile a tutti e nel minor tempo possibile, nelle ore notturne o durante i turni di lavoro, il luogo predisposto alla preghiera quotidiana, che avviene in cinque momenti durante la giornata. Le grandi moschee sono per le feste e per il venerdì, giorno di festa, e sono sempre al centro del quartiere, che diventa il centro della vita dell’abitato. Gli orari in cui le persone sono sveglie sono anch’esse in funzione della preghiera. Essendoci momenti di preghiera nel cuore della notte, le persone spezzano così la notte che nel nostro comune vivere, invece, è dedicata al riposo. Esempi di questo tipo ce ne sarebbero molti, per questo conoscere la cultura è importante per comprendere il luogo perché sono strettamente legati. Conoscere le persone permette di essere accompagnati nella scoperta di quelle usanze che diversamente sembrerebbero solo strane ed atipiche. Nel nostro mondo c’è però troppa informazione e poca conoscenza, fattori che non ci permettono di accrescere il nostro orizzonte.